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Nuovo Credito d'imposta per RICERCA E SVILUPPO

Nuovo credito di imposta ricerca e sviluppo - DL 145-2013

 

Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, così come modificato dalla Legge di Stabilità 2015, presenta caratteristiche molto diverse a quello finora vigente. Ecco la nuova disciplina nel dettaglio

Soggetti

Il bonus sarà riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico, dal regime contabile, che effettuano investimenti in attività di R&S, a prescindere dal fatturato. È stato, infatti,eliminato l’attuale limite dei 500 milioni di euro di fatturato annuo massimo per l’ottenimento. 

Ammontare 

Sarà pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. La Stabilità dimezza, la vecchia percentuale al 50%, mantenuta ora solo più per le spese d’impiego di personale altamente qualificato (con nuovi vincoli sui titoli necessari per considerarlo tale) e per quelle relative a contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e start-up innovative. Il credito verrà riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario (in luogo degli attuali 2,5 mln), purché siano sostenute spese per R&S almeno pari a 30 mila euro (contro gli attuali 50 mila). Non è soggetto ai limiti previsti dall’art. 1, comma 53, Legge n. 244/07 (massimo annuale di 250 mila euro per i crediti d’imposta da indicare in RU), né a quelli posti dall’art. 34, Legge n. 388/00 (limite dei 700 mila euro per anno solare ai soggetti intestatari di conto fiscale).

Durata 

L’agevolazione verrà riconosciuta per 5 anni, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. 

Attività ammesse

Le attività sono le medesime del D.L. n. 145/2013. Per le spese, invece, tolte le citate che godono della maggior percentuale del 50%, le altre sono rappresentate dalle quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto di IVA; dalle competenze tecniche e privative industriali relative ad un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale. 

Adempimenti

Occorrerà predisporre e allegare al bilancio apposita documentazione contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro della revisione legale dei conti. A tali soggetti, in caso di colpa grave nell’esecuzione degli atti richiesti per la certificazione, si applicheranno le disposizioni di cui all’art. 64 c.p.c. (arresto fino a un anno o ammenda fino a euro 10.329). 

 

 

La Legge di Stabilità 2015 ha riscritto la disciplina del credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo introdotto dal Decreto Destinazione Italia, differendo la sua operatività al 2015 ma contemporaneamente allungandone il periodo di fruizione fino al 2019

Il Decreto Destinazione Italia (D.L. n. 145/2013, convertito, con modificazioni, nella Legge n. 9/2014) ha introdotto un credito d'imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo.

La Legge di Stabilità 2015 ha di recente riscritto la disciplina di tale credito d'imposta, che ora è riconosciuto:

  • per gli anni 2015-2019 (anziché 2014-2016);
  • a favore di tutte le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, a prescindere dal fatturato (non più solo quelle con un fatturato annuo inferiore a € 500 milioni);
  • fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro (anziché 2,5 milioni di euro) per ciascun beneficiario;
  • nella misura del 25% (e non più del 50%) degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media dei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015, sempreché siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo pari ad almeno € 30.000 (anziché € 50.000) in ciascuno dei periodi d'imposta;
  • anche per le spese relative a competenze tecniche e privative industriali.

Sarà un apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, ad adottare le disposizioni attuative necessarie, nonché le modalità di verifica e controllo dell'effettività delle spese sostenute, le cause di decadenza e revoca del beneficio, le modalità di restituzione del credito d'imposta di cui l'impresa ha fruito indebitamente.

 

 

Per saperne di più, scarica la nostra Circolare del Giorno n. 9 del 16 Gennaio 2015

 

Soggetti interessati

Il credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo spetta ora a tutte le imprese che investono in tali attività, indipendentemente dalla forma giuridica (società di capitali, società di persone, ditte individuali, ecc.) dal settore economico in cui operano, dal regime contabile adottato e anche a prescindere dal fatturato.

È stato eliminato, infatti, il limite massimo di fatturato di € 500 milioni prima previsto dal Decreto Destinazione Italia.

Spese agevolabili

Sono ammissibili al credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo le spese sostenute nel quinquennio 2015-2019 per:

  • assunzione di personale "altamente qualificato" impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione/utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo ottenuto applicando i coefficienti di cui al DM 31.12.1988, e comunque con costo unitario non inferiore a € 2.000 (al netto IVA);
  • costi della ricerca svolta in collaborazione con Università e Enti o organismi di ricerca e con altre imprese, comprese le start-up innovative;
  • competenze tecniche e privative industriali relative ad un’invenzione industriale, biotecnologica o topografica di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne (quest'ultimo tipo di spesa è una novità introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 rispetto a quanto era stato previsto originariamente dal Decreto Destinazione Italia);

relativamente alla seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • lavori sperimentali o teorici aventi per l’acquisizione di nuove conoscenze;
  • ricerca pianificata o indagini critiche dirette ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare al fine di mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi ovvero di migliorare prodotti, processi o servizi esistenti;
  • acquisizione di conoscenze per produrre progetti, piani o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, purché non impiegati / trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Inoltre, in ciascuno dei periodi d'imposta, la spesa sostenuta per attività di R&S deve essere almeno pari a € 30.000 (prima era previsto che fosse almeno pari a € 50.000).

Non si considerano agevolabili le modifiche ordinarie o periodiche di prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, anche quando dette modifiche rappresentino miglioramenti.

 

Misura del credito d'imposta per R&S

A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 25% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo rispetto alla media dei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015.

Per le imprese in attività da meno di 3 periodi d'imposta la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale è calcolata sull'intero periodo intercorso dalla loro costituzione, anche se in tal caso è minore di 3 anni.

Viene previsto, tuttavia, che il credito spetti nella misura più elevata del 50% anziché 25%, per gli investimenti in ricerca e sviluppo relativi a:

  • assunzione di personale altamente qualificato;
  • costi della ricerca "extra muros", cioè svolta in collaborazione con Università ed enti o organismi di ricerca e con altre imprese, come le start-up innovative.

Il credito spetta fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario e:

  • va indicato nel mod. UNICO relativo al periodo d’imposta nel corso del quale lo stesso è maturato;
  • non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP;
  • non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi ex artt. 61 e 109, TUIR;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione.