Percorso

Nuovo credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo sugli investimenti effettuati nel triennio 2014/2016.

 Credito d'imposta nella misura del 50%  dell’investimento incrementale, rispetto all’anno precedente, fino a un tetto  massimo di incremento di euro 5.000.000 di spese ammissibili ovvero con un  credito d’imposta massimo pari a euro 2.500.000, per le spese sostenute nelle attività di ricerca e di sviluppo con iscrizione a bilancio pari ad almeno euro 50.000 annui.

Il credito d'imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei  redditi, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap  ed è utilizzabile ai fini dei versamenti Ires e Irap per il periodo d'imposta in cui le spese sono state sostenute. L'eventuale eccedenza è utilizzabile in compensazione con F24 dal mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Interventi ammissibili:  seguenti attività di ricerca e  sviluppo:

a)      lavori sperimentali o teorici svolti aventi quale principale finalità  l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti  osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche  dirette;  

b)      ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove  conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o  servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti  ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la  ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);

c)       acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e  capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di  produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi,  modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla  definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti  nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere  l'elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non  siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per  scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o  commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale  finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare  soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L'eventuale, ulteriore  sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo  commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi  ammissibili.

d)      Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non  siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità  commerciali. Non sono ammissibili le modifiche di routine o le modifiche  periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di  fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali  modifiche rappresentino miglioramenti.

Spese ammissibili:

a)      personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;

b)      Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di R&S e con costo unitario non inferiore a 2.000 €

c)       costi della ricerca svolta in collaborazione con le università e gli organismi di ricerca, quella contrattuale, le competenze tecniche e i brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne, sono ammessi, se riferiti ai soli contratti di servizio e consulenza con soggetti le cui attività siano identificate dai seguenti codici di attività ATECO; M 71.20.10 “collaudi e analisi tecniche di prodotti”; M 72.1 “ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e  dell’ingegneria”; M 74.1 “attività di design specializzate”.

d)      Spese per la certificazione contabile delle spese da parte di professionista iscritto nell’albo dei revisori dei conti o dal  collegio sindacale (max. € 5.000,00) . La certificazione contabile va allegata al bilancio. Le imprese non soggette alla revisione contabile del bilancio da parte di un  collegio di revisione dei conti devono comunque avvalersi della certificazione  di un revisore dei conti o da un professionista iscritto all’albo dei revisori dei  conti, che non abbia svolto, nei tre anni precedenti, alcun rapporto di  collaborazione o di dipendenza con l’impresa stessa.

 Il plafond a copertura dell'intervento dovrebbe essere di 200 milioni di euro annui. Per accedere ai fondi le aziende dovranno presentare un'istanza telematica secondo modalità che verranno esplicitate con decreto del Mise da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto del Fare Bis.
Le imprese richiedenti, non ammesse per esaurimento dei fondi disponibili, si vedranno attribuito un ordine di precedenza in base alla percentuale di incremento assegnata; sulla base di tale ordine verranno riallocate le successive risorse.
I controlli avverranno sulla base di apposita documentazione contabile, che dovrà essere certificata dal revisore legale o, in sua assenza, da un professionista indipendente (i costi per l'attestazione saranno ammissibili ai fini del bonus fino a un massimo di 5 mila euro).

Scadenza : bando in attesa di pubblicazione